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VERA SOGNA IL MARE

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ELENA DEL GHETTO   CINEMA TEATRO DEI SERVI MASSA

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Regia: Stefano Casertano
Attori: Micaela Ramazzotti, Caterina De Angelis, Giulia Bevilacqua, Giovanni Calcagno, Simone Gandolfo, Valerio Aprea, Claudia Della Seta, Stefano Ambrogi, Florence Guérin, Romano Talevi, Gianfranco Mazzoni, Anna Testa, Matteo Nicoletta
Sceneggiatura: Stefano Casertano, Francesca Della Ragione, Alessandra Kre
Fotografia: Maura Morales Bergmann
Produzione: Titanus Production e Masi Film con Rai Cinema, M74, Sound Art 23 e Titanus S.p.A.

Distribuzione: Adler Entertainment

 

Italia, 2025 - Durata: 98 min

 

Genere: Drammatico

Elena del Ghetto, il film diretto da Stefano Casertano, si svolge a Roma tra il 1938 e il 1943 e racconta la storia di Elena Di Porto (Micaela Ramazzotti), una donna ebrea romana che ha saputo sfidare il fascismo e l’occupazione nazista con coraggio e determinazione.
Figura fuori dagli schemi, Elena è separata dal marito, fuma, beve, indossa i pantaloni e gioca a biliardo nei bar del quartiere. Per questo la chiamano con disprezzo "Elena la matta", etichettandola come un’eccentrica, una donna da non prendere sul serio. Ma proprio la sua diversità diventa la sua forza. Essere diversi, in tempi bui, significa spesso essere emarginati. Ma sono proprio i ribelli, gli spiriti liberi, a percepire per primi quando la libertà è in pericolo. Elena lo capisce e non resta in silenzio. Viene arrestata più volte per aver affrontato i fascisti nel ghetto di Roma, ma continua a lottare anche da sola.
Quando i nazisti occupano la città, si unisce alla Resistenza e riesce a venire a conoscenza del piano per il rastrellamento del ghetto, previsto per il 16 ottobre 1943. Elena tenta di lanciare l’allarme. Corre da una casa all’altra per avvisare i suoi concittadini del pericolo imminente ma pochi le credono. Il suo grido resta inascoltato e le truppe tedesche riescono a deportare oltre mille ebrei romani. Elena è disperata, ma non si arrende. In un tempo in cui ribellarsi significava rischiare tutto, lei ha scelto di non piegarsi.
La sua storia, rimasta a lungo ai margini della memoria, è oggi un potente esempio di resistenza individuale, di coraggio femminile e di dignità in un’epoca segnata dalla paura.

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